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    <title>Osservazioni</title>
    <description>Osservazioni, riflessioni e recensioni di Danilo Ruocco</description>
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    <pubDate>Wed, 07 Jan 2009 15:21:22 GMT</pubDate>
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      <title>Il flusso della memoria</title>
      <description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana" size="4" color="#000000"&gt;&lt;span&gt;         &lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;img hspace="2" height="175" width="300" vspace="2" border="1" align="left" src="/Portals/0/immagini/maisie.jpg" alt="Quel che sapeva Maisie" /&gt;Al Teatro Grassi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Verdana;"&gt;          di via Rovello ha esordito l'ultima fatica del Maestro &lt;strong&gt;&lt;a href="http://daniloruocco.wiki.zoho.com/Ronconi.html" target="_blank"&gt;Luca Ronconi&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;:          l'adattamento teatrale del romanzo &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Quel che sapeva Maisie&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Henry          James&lt;/strong&gt;, nella traduzione di Ugo Tessitore edita da Marsilio. Diciamo          subito - a scanso d'equivoci - che si tratta di uno spettacolo da          vedere, la cui cifra stilistica è prepotente per semplicità, anche se -          in definitiva - porta in sé i caratteri del non finito e qualche          sbavatura di troppo. Ma, procediamo per          ordine. La protagonista del romanzo è Maisie una bambina che vive il          trauma della separazione dei genitori i quali, sulle prime,         fanno di tutto per "accaparrarsela" per fare          un dispetto all'ex-coniuge e, poi, con lo stesso vigore, faranno di          tutto per "sbarazzarsene", ugualmente per dispiacere l'ex-coniuge. Come          se tale situazione non fosse già di per sé gravosa per una piccola          creatura che cresce, James (che pare si rifaccia ad un caso realmente          accaduto) la complica facendo scendere nell'agone anche i nuovi coniugi          dei genitori di Maisie. Tutti usano la bambina come un mezzo per          raggiungere uno scopo (quasi mai edificante), infliggendo a Maisie che          "rimbalza da l'uno all'altro come un pallina          da tennis", ferite indelebili. &lt;br /&gt;
Nel ruolo della piccola Maisie c'era una          magnifica &lt;strong&gt;Mariangela Melato&lt;/strong&gt; che ha dato vita al personaggio in modo          assolutamente credibile e lontano da ogni cliché: non ha alterato la          voce o impastato la bocca imitando la parlata infantile, non è ricorsa          ad improbabili truccature, né ha bamboleggiato. È stata Maisie come         la si sarebbe potuta vedere da adulta (nel          fisico), protagonista di uno psicodramma. Ad aiutare, infatti, Maisie a          "rivivere" i traumi infantili c'era un meccanismo scenico semplice ma          efficace: un sipario (che divideva in due il palcoscenico) che si apriva          su dei veri e propri quadretti familiari nei quali Maisie         entrava per subire le angherie psicologiche          che gli adulti del momento le infliggevano. Come descrivere lo sguardo          pieno di smarrimento della Melato-Maisie? Come i suoi gesti di bimba          abbandonata che tenta di conquistare l'amore di qualcuno o, addirittura,          quello del bellissimo sir Claude? La Melato, nelle quattro ore          abbondanti di spettacolo (durante le quali resta sempre in scena), ha          dimostrato, una volta di più, di essere un'attrice grande.         Anche il suo stare confinata all'angolo del          palcoscenico era gesto carico di conseguenze. &lt;br /&gt;
Accanto alla Melato          c'erano tre altre grandi attrici: &lt;strong&gt;Annamaria Guarnieri&lt;/strong&gt;, nel ruolo          dell'istitutrice Wix, ha dato vita ad una povera, ma energica, vecchia          signora che, fatalmente, si innamora di sir          Claude. La sua è stata una recitazione che passava da atteggiamenti          imperiosi e dignitosi ad altri di supplica. &lt;strong&gt;Galatea Ranzi &lt;/strong&gt;era invece la          matrigna di Maisie (ed ex istitutrice) che finisce          per innamorarsi (ricambiata?) di sir Claude. Di lei diremo che         è stata pressocché perfetta. Assolutamente          all'altezza, infine, è stata &lt;strong&gt;Giorgia Senesi&lt;/strong&gt;          nel ruolo di Ida, la madre di Maisie, che ha espresso le contraddizioni          del personaggio in modo assolutamente ironico: alle parole erano sempre          associati gesti che le contraddicevano. Poi c'era sir Claude ovvero &lt;strong&gt;         Gabriel Garko&lt;/strong&gt;. Sarebbe fin troppo facile, visto la discutibile prova che          ha dato di sé, fare della facile ironia e dire che "vestiva bene i panni          del bellissimo sir Claude" come un perfetto manichino. In effetti, se si          fosse limitato a percorrere il palcoscenico in assoluto silenzio,          sarebbe stato una presenza scenica di          assoluto fascino... Ad ogni buon conto è giusto lasciargli almeno          un'altra possibilità: giovedì era pur sempre il suo esordio assoluto (e          da protagonista), sul palcoscenico prestigioso del Piccolo Teatro e          accanto a dei mostri sacri delle scene. Di Ronconi basterà dire che è          Ronconi e che ha dato vita ad uno spettacolo d'attori la cui unica cifra          forte era, si ripete, l'uso del          sipario-della-memoria. Splendidi gli abiti          (autentici) indossati dagli attori. Essenziali le scene di &lt;strong&gt;Margherita          Palli&lt;/strong&gt;. Suggestive le luci di Gerardo Modica e          le musiche di Paolo Terni. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="Verdana" size="4" color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Verdana;"&gt;In &lt;span class="GramE"&gt;«Il Nuovo Giornale di Bergamo», 5 gennaio 2002.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;font face="Verdana" size="4" color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 02 Jan 2009 17:58:00 GMT</pubDate>
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