Da Danilo Ruocco il
02/07/2009 9.47

Fino al 20 settembre 2009 presso il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid è possibile visitare la mostra dedicata alle opere dipinte da Matisse tra il 1917 e il 1941. In quegli anni l'artista lasciò Parigi per Nizza con l'intento di dedicarsi appieno alla pittura. Ne conseguì l'abbandono da parte di Matisse di quella che lui stesso ebbe a definire “pittura decorativa” a favore di un tipo di espressione più intima, casalinga.
L'esposizione madrilena mette in mostra mostra una serie di ritratti ambientati in interni borghesi, di scene di vita quotidian ...
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22/06/2009 16.28

È stata prorogata fino al 13 settembre 2009 la mostra dedicata a Hiroshige (Hiroshige. Il maestro della natura) dal Museo Fondazione Roma di Via del Corso n. 320.
Curata da Gian Carlo Calza, la mostra presenta, per la prima volta in Italia, 200 opere del Maestro Utagawa Hiroshige (1797 – 1858) realizzate con la tecnica della silografia (che dà vita a stampe policrome).
L’arte di Hiroshige influenzò molti art ...
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17/06/2009
La Catedral per la coreografia e la regia di Luciano Padovani presentato al Teatro Sociale di Bergamo è uno spettacolo di danza che unisce, in modo molto suggestivo, la tecnica del tango con quella della contact dance.
Lo spettacolo inizia con un passo a due di tango, tutto concentrato su un gioco di gambe di disperato erotismo. Prosegue, poi, con l'ingresso di altri due danzatori anche loro impegnati in un passo a due, non più di tango, ma di contact dance: lui regge lei e i due corpi sono uniti oltre che nella danza, anche fisicamente. Il passo a due si apre, infine, agli altri danzatori e i due generi del tango e della contact si uniscono e producono figure nuove e affascinanti.
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30/05/2009
Ieri sera, nell'ambito della 21a edizione del Festival Danza Estate, è stato presentato al pubblico bergamasco Play dei Kataklò. Si tratta di uno spettacolo pensato in occasione dei ...
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15/04/2009
Madre Coraggio di Bertolt Brecht per la regia di Cristina Pezzoli e l'interpretazione di Isa Danieli è davvero un bellissimo spettacolo.
La regia punta sugli attori e sui meccanismi metateatrali. Per quanto riguarda questi ultimi, la scena unica di Bruno Buonincontri pare determinante: un palcoscenico fortemente, “pericolosamente” inclinato che, all'occorrenza, si solleva (a mo' di ponte levatoio) e diventa sipario. Ai lati del palcoscenico, a vista, le macchine sceniche. Al centro del palco il carro ...
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31/03/2009

Nel 1941, nella Danimarca occupata dai tedeschi, due illustri scienziati, due geni assoluti della fisica teorica, uno mezzo ebreo e l'altro tedesco, si riincontrarono dopo una separazione durata anni. I due, anni prima e per tre anni, erano stati l'uno professore e l'altro assistente in quella fucina di idee che era Copenaghen pre-conflitto bellico. Il professore era Niels Bohr e l'allievo Werner Heisenberg, entrambi insigniti del Premio Nobel per la Fisica (nel 1922 Bohr e dieci anni dopo Heisenberg). Fu, quello del 1941, un incontro comprensibilmente spiato dai servizi segreti, ma, nonostante ciò, nul ...
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17/03/2009
È una carrellata tra i ricordi lo spettacolo Sillabari che Paolo Poli ha tratto da un testo di Goffredo Parise. Ricordi melanconici di fatti insignificanti che, però, si sono impressi indelebili nella memoria di chi, anni dopo, molti anni dopo, ancora li narra come se fossero successi da poco. Ricordi del tutto personali, ma che hanno il merito di raccontare un pezzo d'Italia: quella piccolo e medio borghese delle governanti, delle giovani studiose e di belle speranze, dei giovanotti che scoprono la vita. Ricordi di tremori d'amore, di rivelazione del corpo, di imbarazzi e di rossori. E dal ...
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05/03/2009

Federico Di Vita ha la vocazione del viaggiatore settecentesco e dovrebbe seguirla. Lui stesso sembra esserne consapevole al punto che a pagina 126 del suo Cronache da Siviglia, edito da Round Robin, scrive: “Come un gatto preferisco i posti, e l'unica cosa che so fare è scoprirl ...
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24/02/2009
Iperrealismo all’americana (l’azione è trasportata ai giorni nostri). Simbolismo che dovrebbe fare a pugni con il realismo, e – ben presente – dimensione onirica. L’incubo che si fa presenza spettrale, tali sono gli Spettri del regista Cesare Lievi.
La dimensione iperrealista è data dalla splendida scena di Csaba Antal che riproduce un ampio angolo del salotto buono di casa Alving, un soggiorno che, grazie all’imponente vetrata-parete, affaccia sul parco rigoglioso. Fuori piove: una pioggia fitta ed i ...
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