Da Danilo Ruocco il
09/03/2010 11.49
Shutter Island di Martin Scorsese è un gran bel film.
Tratto dal libro omonimo di Dennis Lehane, il regista e gli sceneggiatori (Laeta Kalogridis e Steven Knight) hanno rispettato la trama narrata nel romanzo, tralasciando alcuni episodi secondari (ad esempio tutti quelli relativi all’infanzia del protagonista), per rendere il film più serrato e tutto ambientato nell’isola trasformata in manicomio criminale.
Un ...
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Da Danilo Ruocco il
07/03/2010
Shutter Island (L'isola della paura nella traduzione italiana) di Dennis Lehane è un piccolo gioiello letterario che va ben oltre i limiti del “genere thriller” con il quale è stato etichettato. Infatti, il romanzo, narrando l'indagine condotta dal protagonista su un'isola trasformata in un manicomio criminale nel quale sono rinchiusi (shutter) pazzi paranoici particolarmente violenti, mostra ai lettori il labile confine che separa la follia dalla sanità me ...
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Da Danilo Ruocco il
04/03/2010
Una partitura per voce e orchestra, questo è Ombre che Marco Baliani ha tratto dal racconto La storia meravigliosa di Peter Schlemihl di Adalbert von Chamisso.
L'orchestra, è vero, non c'è. Ci sono le percussioni di Maurizio Rizzato, la voce suggestiva di Renata Mezenov Sa e la strumentazione ...
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Da Danilo Ruocco il
04/03/2010
La stagione teatrale del Donizetti finisce in bellezza con uno spettacolo intenso e suggestivo: Lo straniero da Camus della coppia Maglietta-Baliani, rispettivamente regista e interprete ed entrambi autori della drammaturgia.
A proposito di quest'ultimo aspetto dello spettacolo, va detto subito che il romanzo di Camus è rispettato solo relativamente al plot narrativo, ma completamente stravolto per quanto attiene la linearità della cronologia degli avvenimenti: in Camus, infatti, la storia ha un inizio, uno svolgimento e una fine consequenziale; mentre nel testo di Maglietta-Baliani un episodio entra nell'altro senza un nesso cronologico. Il risultato, paradossalmente, segna un punto a favore dei due ...
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Da Danilo Ruocco il
03/03/2010
Il confine tra legittimo desiderio di giustizia e sete di vendetta a volte può essere labile e dall’uno si può passare all’altro senza neppure accorgersene. La colpa del travalicare dall’uno all’altro sentimento, spesso, non è di chi il passaggio compie, ma di chi il passaggio induce (involontariamente) a compiere. Ovvero, laddove la giustizia non è garantita, ecco che il pericolo che si passi alla vendetta diventa, giorno dopo giorno, più concreto.
In Kohlhaas, narrazione teatrale che Remo Rostagno e Marco Baliani& ...
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10/02/2010
Spettacolo interessante l’Amleto di Shakespeare per la regia di Armando Pugliese. Regia che punta – sembra di capire – sul concetto del doppio e sul tema del contrasto.
I contrasti sono quelli della malattia e della sanità; della finzione e della realtà; della labilità e della concretezza.
Il doppio: quello della coppia Amleto e Orazio.
Partendo dal doppio, si dirà che la coppia di amici Amleto/Orazio si è, quasi sempre, presentata in scena assi ...
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Da Danilo Ruocco il
03/02/2010
A volte bastano davvero poche parole per dire che uno spettacolo è bello, divertente e ben recitato. È il caso di Hotel Paradiso della Compagnia tedesca Familie Floz (www.floez.net) impegnata in questi primi mesi dell’anno in una tournée mondiale.
La compagnia si esprime tramite il teatro di figura e non ha bisogno del linguaggio verbale per farsi intendere a meraviglia dal pubblico: i quattro attori, infatti, durante lo spettacolo non dicono una parola, ma usano il linguaggio non-verbale per comunicare con gli spettato ...
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Da Danilo Ruocco il
13/01/2010
La vocazione meta-teatrale di Gabriele Vacis si concretizza e prende vita anche nella messinscena di Zio Vanja di Anton Cechov.
Che, infatti, soprattutto nella prima parte dello spettacolo, si sia in presenza di una rappresentazione di teatro nel teatro non ci sono dubbi: gli attori sono già sul palcoscenico durante l’afflusso del pubbl ...
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Da Danilo Ruocco il
18/12/2009
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Da Danilo Ruocco il
16/12/2009
“Oscuramente forte è la vita” commentava Salvatore Quasimodo in Al padre. Un “verso immortale” (per usare le parole che pronuncerebbe Winnie) che, data la “sostanza” di cui è intessuta la pièce Giorni felici di Samuel Beckett, si è scelto di usare come titolo di questo scritto.
Un testo, quello di Beckett, che mette in luce l’oscura forza vitale di Winnie (e, con lei, di tu ...
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